• BALOTELLI
    Il licenziamento di Balotelli dal Brescia chiude, forse per sempre, il cerchio del più grande bluff del calcio degli ultimi anni.
    Non ho mai sopportato lui, Cassano, nel tennis Safin e Kyrgios e in generale chiunque trovi perdonabile dissipare l'enorme talento che Madre Natura gli ha dato, in qualsiasi campo, facendosi fotografare dagli scribi pedatori in guisa da perpetuare il luogo comune che vuole il genio anche sregolato.
    Premesso che il mondo dell'arte - e qualcuno considera il calcio tale - annovera tantissimi fuoriclasse che vivono una vita irreprensibile (Del Piero, Pirlo, Totti, Cristiano Ronaldo), lo spreco di talento coincide con l'idiozia di fondo di fare sempre la scelta sbagliata al momento sbagliato.
    In un film da me molto amato, Bronx, il padre del protagonista dice al figlio: "Non c'è nulla di più brutto del talento sprecato".
    Grandissima verità...
    Quanto a Balotelli, realizzai definitivamente la sua caratura quando un giorno la casualità mi portò a collegarmi per vedere Brescia-Cagliari, giusto per gli ultimi quindici minuti. E per quelle strane ancorchè inspiegabili casualità, il telecomando digita Sky proprio mentre sta per entrare Balotelli.
    La cronaca della sua partita farebbe felice ogni cronista che non ami il calcio e stia lì solo per prendersi lo stipendio. Balotelli oltre a ciondolare per alcuni minuti senza fare assolutamente nulla, dopo poco non trova meglio da fare che farsi ammonire due volte, una per fallo e l'altra per proteste, facendosi dunque mandare sotto la doccia e lasciando in dieci un pericolante Brescia.
    Col videoregistratore della mia mente, ritorno al passato e mi chiedo cosa questo giocatore abbia di così speciale da essere addirittura ritenuto un personaggio di fama mondiale. Perchè oltre alle sue intemperanze, di questo grande bluff pompato sino all'inverosimile dalla stampa rimarranno nella mente solo due momenti positivi: il finale thrilling della Premier League che valse al Manchester City uno scudetto vinto sul filo di lana e la doppietta alla Germania agli Europei del 2012 che portò l'Italia ad una finale poi fragorosamente persa con la Spagna. Persa anche per colpa sua, dato che fu praticamente nullo.
    L'utilità di Balotelli calciatore finisce lì.
    Poi inizia quella di Balotelli uomo, spot del meticciato razziale, catalizzatore di inesistenti razzismi ad uso del militantismo antirazzista, a sua volta funzionale all'insopportabile cappa di sepolcrale buonismo che soffoca la libertà di espressione di questo paese.
    Sarebbe, invece, ora di dire che anche basta, che sia il momento di consegnare questo bamboccio viziato e stupido al meritato oblio ove andrebbero confinate tutte le teste di cazzo che offendono la generosità di Madre Natura e di giungere alla conclusione più banale che soltanto nella serie A più scarsa di sempre uno come lui poteva ritagliarsi un ruolo e di piantarla anche con questa fesseria del razzismo.
    Se Balotelli fosse nato bianco e fosse nato quando la serie A era una cosa seria, oggi starebbe a lavare i piatti o lavorare in miniera. E, sia chiaro, il colore della pelle non c'entra assolutamente nulla con la sua testa. Anche bianco, Balotelli sarebbe stato un cretino detestato da tutti.
    Solo che nessuno se ne sarebbe accorto.
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